Valle Imperina, le vecchie miniere

•dicembre 19, 2013 • Lascia un commento

Ubicazione: Valle Imperina – Comune di Rivamonte Agordino (Bl).

Accesso:
Localizzato a circa 3 Km da Agordo vi si accede dalla strada statale n. 203 Agordina; si parcheggia in corrispondenza del centro minerario (loc. Le Campe) e si prosegue a piedi (ponte pedonale sul Torrente Cordevole).

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Scorcio del vecchio sito minerario di Valle Imperina nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Contesto ambientale – Descrizione del sito:
l’ex Centro minerario rientra nei confini amministrativi del Comune di Rivamonte Agordino e nel perimetro del Parco del quale segna uno dei punti di confine a nord; si estende per circa 1 km nel tratto terminale della Valle Imperina (543m s.l.m.), dove questa si innesta perpendicolarmente nella Val Cordevole. La Valle, caratterizzata da ripidi versanti boscosi, ha andamento sud-ovest / nord-est e comprende l’intero corso del torrente omonimo. I boschi presenti sono di recente formazione; le numerose immagini storiche della valle mostrano, infatti, versanti completamente spogli. Ciò a causa delle gravissime forme di inquinamento ambientale provocate dalle lavorazioni che vi si svolgevano (in primo luogo dall’anidride solforosa prodotta nel processo metallurgico della “vitriolizzazione” e produzione dell’acido solforico) e, solo in parte, della necessità di approvvigionamento di combustibile (carbone di legno) per i processi di torrefazione e fusione del minerale.

Epoca di costruzione:

Le prime documentazioni che attestano della sua esistenza risalgono all’inizio del ‘400. Sfruttamento minerario: inizio presunto in epoca romana; edifici risalenti al periodo pre-industriale e industriale.

Caratterizzazioni architettoniche: architettura mineraria pre-industriale e industriale. Elevatissimo valore storico testimoniale.

Tipologia insediativa (Descrizione dei fabbricati):

I fabbricati si attestano lungo la vecchia strada comunale delle Miniere che corre in destra orografica del Torrente Cordevole e formano un nucleo più articolato in corrispondenza del tratto terminale del corso del Torrente Imperina dove la vallecola si apre e la morfologia del versante destro diviene meno aspra (un tempo tutto lo spazio disponibile nel piccolo fondovalle era occupato da costruzioni); altri fabbricati sono individuabili risalendo la Valle Imperina.

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Scorcio del vecchio sito minerario di Valle Imperina

Usi originari – Condizioni / usi attuali

Dall’inizio del ‘400 al 1962 destinato a estrazione e lavorazione del minerale di argento e rame, oggi in disuso e in cattivo stato di conservazione. Ancora presenti i resti di 16 fabbricati (i magazzini principali, i forni fusori, la centrale elettrica, le stalle, il carbonile, la polveriera, la villa del direttore, l'”ospedale”, la fucina dei fabbri, l’impianto di lavaggio-frantumazione e lavorazione del minerale oltre a una serie di abitazioni ed uffici) 3 ingressi in sotterraneo, 2 sbocchi di gallerie di scolo acque. Da anni é in atto un articolato e ambizioso intervento di recupero delle principali strutture edilizie e dei percorsi per riconvertire il villaggio a funzioni di tipo museale e turistico-ricettive; già recuperati il monumentale complesso dei forni fusori (il cui impianto originario risale al sec. XVI), l’edificio degli ex magazzini principali (1730 circa, dal 1910 utilizzato come dormitorio e ritrovo per assemblee e cerimonie religiose) che è stato destinato ad Ostello, e l’ex centrale idroelettrica posta all’estremità sud del villaggio, che ospita un Centro Visitatori del Parco Nazionale. Ripristinato, inoltre, il sentiero che dalle miniere risale la valle per giungere a Forcella Franche e che un tempo era percorso quotidianamente dai minatori della zona.

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Scorcio del vecchio sito minerario di Valle Imperina nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Note

Lo sfruttamento minerario (estrazione e lavorazione del minerale di argento e rame) ebbe inizio, si presume, in epoca romana e si sviluppò nel periodo pre-industriale e industriale risultando, per produzione e durata dell’attività, uno dei maggiori della regione. A partire dagli inizi del ‘400, sino al 1962, l’attività si è sviluppata ed è continuata senza interruzioni. Durante la Repubblica di Venezia, Valle Imperina rappresentava il maggior centro nazionale di estrazione del rame, coprendo alla fine del XVIII secolo il 50% del fabbisogno complessivo della Serenissima; all’epoca erano impiegate, attorno al complesso minerario e metallurgico, circa 1300 persone. In origine la proprietà del giacimento era suddivisa tra diverse famiglie, ognuna delle quali conduceva in proprio le escavazioni; in seguito, a causa di traversie familiari, all’iniziativa privata si affiancò la Serenissima Repubblica di Venezia, la quale, a partire dalla seconda metà del 1600, cominciò ad acquisire gradatamente tutti i diritti e gli edifici privati. In seguito l’azienda seguì le sorti politiche del territorio, passando prima al Regno di Napoleone, poi all’Impero d’Austria, quindi al Regno d’Italia, che nel 1899 la cede nuovamente a privati. Il complesso delle miniere venne poi ceduto dalla Montecatini al Comune di Rivamonte Agordino nel 1989. L’ingresso al sottosuolo è oggi impedito dalle “suole” di cemento fatte apporre, per motivi di sicurezza alla chiusura degli impianti nel 1962, agli ingressi delle gallerie ed al pozzo capitale (risalente al 1700). I segni della passata attività sono tuttora leggibili sia nell’intorno della miniera, dove si conservano notevoli esempi di architettura mineraria pre-industriale e industriale, che nell’intero territorio dove, ad esempio, è ancora ben riconoscibile il tracciato del tronco ferroviario Bribano-Agordo, costruito nel 1922-25 e smobilitato nel 1956, del quale si conservano i caselli e le piccole stazioni (ora residenze) lungo la Val Cordevole.

Vellutata di zucca – Pumpkin soup

•settembre 14, 2013 • Lascia un commento

I nutrizionisti consigliano sempre di mangiare frutta e verdura di stagione, l’estate è ormai finita ed iniziano a far capolino le prime zucche.
Così ho pensato di preparare questa ricetta semplice ed economica.

Ingredienti per 2 persone:

400gr di zucca sbucciata e privata dei semi
500ml di brodo vegetale
10gr di parmigiano regiano (o 10gr di semi di zucca tostati)
10gr di olio evo (1 cucchiaio)
1 cipollotto fresco
salsa di soia
cannella in polvere

Preparazione:

Imbiondire il cipollotto e rosolare la zucca per due minuti,
coprire con il brodo e lascir cuocere per 30 minuti.
Frullare tutta la zucca con il minipimer o passaverdure.
Aggiugere 1 cucchiaio di salsa di soia e cannella a piacere.
Eventualmente aggiustare con sale e pepe secondo i propri gusti.
Servire la vellutata spolverata con parmigiano grattugiato
o i alternativa con i semi di zucca tostati.

Curiosità:

100gr di zucca hanno solo 18 calorie!
Composta per circa l’80% di acqua, ha solo il 3,5% di carboidrati e 0,1% di grassi.

La zucca è un alimento ipocalorico grazie alla alla presenza al suo interno di un’alta concentrazione di acqua (94%) e una bassissima percentuale di lipidi e proteine. Le zucche sono facilmente digeribili e adatte alle diete dimagranti ed ai soggetti diabetici. E’ particolarmente ricca di caroteni e vitamina A, contiene discrete quantità di minerali (soprattutto fosforo, potassio e magnesio), vitamina C e vitamine del gruppo B. Proprio l’elevata presenza di carotenoidi rende la zucca un alimento efficace per prevenire le forme tumorali. Allo stesso tempo, questa abbondanza di vitamina A può stimolare l’abbronzatura. Si riconoscono alla zucca qualità calmanti per chi soffre di problemi nervosi, proprietà digestive, rinfrescanti, lassative e diuretiche

La zucca è gialla (alcune verdi), pertanto risulta estremamente ricca di β–carotene e, nonostante venga persa con la cottura, anche la vit. C è presente in buone quantità; dal punto di vista minerale, la zucca è ricca di potassio, aspetto che (nei luoghi di più ampio consumo) la rende inadatta all’alimentazione in alcune forme di insufficienza renale.

I semi di zucca contengono un amminoacido, la cucurbitina che paralizza la tenia e scaccia gli parassiti intestinali, pertanto vantano una lunga e consolidata tradizione popolare contro i vermi intestinali, l’enuresi notturna dei bambini e le affezioni della prostata. Oggi, l’olio di semi di zucca è largamente impiegato come rimedio fitoterapico utile nella cura dell’ipertrofia prostatica benigna.

English version

Cream of pumpkin soup

Ingredients for 2 people:

400g pumpkin , peeled and seeded
500ml vegetable stock
10g parmesan regiano (or 10g toasted pumpkin seeds )
10g extra virgin olive oil ( 1 tablespoon )
1 fresh onion
soy sauce
ground cinnamon

preparation:

Lightly brown the onion and fry the pumpkin for two minutes,
lascir cover with the broth and cook for 30 minutes.
Whisk all the pumpkin with the blender or food mill .
Add 1 tablespoon of soy sauce and cinnamon to taste .
If necessary, add salt and pepper to suit your taste .
Serve the soup sprinkled with grated parmesan cheese
or the alternative with toasted pumpkin seeds .

Curiosity:

100g of pumpkin has only 18 calories!
Composed of approximately 80 % water, has only 3.5 % carbohydrate and 0.1 % fat.

The pumpkin is a low-calorie food , thanks to the presence inside it of a high concentration of water ( 94%) and a very low percentage of lipids and proteins . Pumpkins are easily digestible and suitable for people with diabetes and weight loss diets . E ‘ particularly rich in carotenes and vitamin A, containing discrete quantities of minerals (especially phosphorus, potassium and magnesium) , vitamin C and vitamins of group B. Just the high presence of carotenoids makes a food pumpkin effective way to prevent cancers. At the same time , this abundance of vitamin A can stimulate the tan. We recognize the pumpkin calming qualities for those suffering from nerve problems, digestive, refreshing , laxative and diuretic

The pumpkin is yellow (some green ), so it is extremely rich in β -carotene , and despite being lost with cooking, even the vit. C is present in good quantity, in terms of mineral , pumpkin is rich in potassium , an aspect which (in the places of wider consumption ) makes it unfit in some forms of kidney failure.

Pumpkin seeds contain an amino acid , cucurbitine that paralyzes tapeworms and drives the intestinal parasites, and therefore have a long -established and popular tradition against intestinal worms , nocturnal enuresis of children and the affections of the prostate. Today, the pumpkin seed oil is widely used as an herbal remedy useful in the treatment of benign prostatic hypertrophy .

 
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Una simpatica capretta – Just a Goat

•settembre 1, 2013 • Lascia un commento

Partendo in funivia da Alleghe, siamo arrivati fino al rifugio Col dei Baldi (m.1920 s.l.m.), dove abbiamo incontrato questa simpatica capretta.

Inizialmente pensavamo avesse smarrito il suo gregge, ma poi ci siamo subito resi conto che il suo gregge eravamo noi.

Un’insolita hostess che cordialmente salutava ed accoglieva tutti i turisti presso il rifugio.

Marmolada la regina delle Dolomiti – The Queen of the Dolomites

•agosto 25, 2013 • Lascia un commento

Godetevi il meraviglioso panorama a 360° in mezzo all’incantevole scenografia del ghiacciaio della Marmolada con vista sulle principali vette dolomitiche, quali il Catinaccio, il gruppo del Sella, il Civetta, le Tofane, il Pelmo etc. Una giornata indimenticabile sulla regina delle Dolomiti.
La cima del ghiacciaio la si raggiunge con una moderna e veloce funivia a tre tronchi, recentemente rimodernata.

La Marmolada (Detta la Regina delle Dolomiti, Marmolèda in ladino e Marmolata in tedesco) è un gruppo montuoso delle Alpi che raggiunge la quota massima nella Punta Penia (3.343 m).

Si trova tra le province di Belluno (Veneto) e di Trento (Trentino-Alto Adige). La Val Pettorina la delimita ad oriente e la Val di Fassa ad occidente. Importanti vallate interne alla catena montuosa sono (da est a ovest): la Val Contrin, la Val di Grepa e la Val San Nicolò.

È il gruppo più alto delle Dolomiti oltre che del Veneto, sebbene a rigore non sia composta da dolomia (come le Dolomiti vere e proprie) bensì per lo più da calcari grigi molto compatti derivati da scogliere coralline (calcare della Marmolada), con inserti di materiale vulcanico.
Le vette principali del gruppo della Marmolada sono: Punta Penia – 3.342 m Punta Rocca – 3.309 m Punta Ombretta – 3.230 m Gran Vernèl – 3.205 m Piccolo Vernèl – 3.098 m Sas Vernèl – 3.058 m Piz Serauta – 3.035 m Piz de Guda – 2.134 m Punta Comates – 3.029 m Cima Ombretta – 3.011 m Cima dell’Uomo – 3.010 m Sas de Valfreda – 3.009 m Cima Ombrettòla – 2.931 m Monte Fop – 2.883 m Monte La Banca – 2.875 m Monte Fòp – 2.892 m Il Collac – 2.715 m Punta della Vallaccia – 2.641 m Cima d’Auta Orientale – 2.623 m Cima d’Auta Occidentale – 2.609 m Barbacin – 2.519 m l’Auta – 2.545 m Padon – 2.512 m I Migogn – 2.389 m Sas Bianch – 2.407 m
Storia: Durante la prima guerra mondiale, la Marmolada segnava un tratto del fronte italo-austriaco, e la montagna fu teatro di scontri, come confermano le postazioni ancora visibili sui versanti est e nord. Gi austriaci per difendersi scavarono addirittura un labirinto di gallerie all’interno del ghiacciaio chiamate “La città di ghiaccio” (ora scomparse a causa del naturale movimento della calotta verso valle). Oggi, la Marmolada è meta di sciatori ed alpinisti, e le località circostanti (come Canazei e Malga Ciapela sono dei rinomati centri turistici attivi tutto l’anno.

AS 350B3E EUROCOPTER – Volo Panoramico – Panoramic Flight

•agosto 11, 2013 • Lascia un commento

 

 

Volo panoramico su elicottero AS 350B3E EUROCOPTER, partenza dal lago di Alleghe salendo dai Piani di Pezzè per il Monte Civetta, Rifugio Tissi e Val Civetta per poi concludere sulla Marmolada a Punta Rocca e fare rientro ad Alleghe.

Passo Giau a 360°

•agosto 3, 2013 • Lascia un commento

Un breve scorcio del passo Giau in un pomeriggio estivo.
Il Passo di Giau o, più comunemente, passo Giau (2.236 m) è un valico alpino situato nelle Dolomiti, in provincia di Belluno. Mette in comunicazione Cortina d’Ampezzo e la val Boite con Selva di Cadore e tutta la Val Fiorentina.
È situato al centro di un vasto alpeggio, ai piedi del Nuvolau (2.574 m) e dell’Averau. Rappresenta un’interessante alternativa al Passo di Falzarego per arrivare a Cortina dalla zona dell’agordino, poiché è una zona molto panoramica, da cui si scorgono numerose vette (Marmolada, Tofane, Cristallo, Sorapiss, Croda da Lago, Lastoni di Formin, Cadini di Misurina, ecc.)
Si tratta di uno dei passi leggendari del Giro d’Italia, soprattutto dal versante di Colle Santa Lucia, per la sua durezza (misura 10,1 km con una pendenza media del 9,1%) e la sua costanza, mentre il versante ampezzano è più breve (8,6 km) e leggermente più facile (8,3% di pendenza media) anche se rimane molto impegnativo in quanto la pendenza media è falsata da alcuni facili tratti iniziali, mentre nella parte centrale e finale è molto dura e costante.

Al Giro d’Italia è stato Cima Coppi, cioè la cima più alta scalata dal Giro in quell’edizione, nel 1973, quando vi transitò per primo lo scalatore spagnolo José Manuel Fuente, e nel 2011, quando scollinò per primo in vetta Stefano Garzelli.

Alcune scene del film Ladyhawke sono state girate presso Passo Giau.

Alla sommità del passo è visibile ancor oggi il cippo confinario fra l’allora Serenissima Repubblica di Venezia e l’Impero d’Austria, oggi confine comunale fra San Vito di Cadore e Colle Santa Lucia.

I nostri fiori in 2 minuti

•luglio 19, 2013 • Lascia un commento

Una collezione di immagini sui fiori delle dolomiti tra cui:
genziana, genzianella, botton d’oro, non ti scordar di me, pansè, aquilegia vulgaris, cardo, primula, primula selvatica, giglio selvatico, lupino, rododendro, viola mammola, anemone, giacinto, primula nera, tarassaco, margherita, pratolina e altri..

A collection of images on the flowers of the Dolomites, including:
gentian, gentian, buttercups, forget-me-not, pansies, Aquilegia vulgaris, thistle, primrose, primula Wild, wild lily, lupine, rhododendron, violet, anemone, hyacinth, primrose, black, dandelion, daisy, Marguerite and more ..